“Yellow Scarf”, l’ultimo film firmato Alessandro Spallino, prodotto da “Eurybia Films” al Los Angeles Italia Film Festival

Sarà live al Los Angeles Italia Film Festival sulla piattaforma di Mymovies.it (https://www.mymovies.it/…/movie/7206-yellow-scarf/…) fino al 26 aprile prossimo “Yellow Scarf”, l’ultimo film firmato Alessandro Spallino, prodotto da Eurybia Films, una casa di produzione che opera tra la Puglia e Milano e tutta al femminile, e distribuito da Premiere.Yellow Scarf è un cortometraggio che nasce dal desiderio di voler raccontare il drammatico e sempre attuale tema della violenza di genere. Le donne sono al centro di questo lavoro che incentra l’attenzione su un momento particolare: il momento in cui la vittima capisce di poter reagire e inizia a vedere in lontananza la flebile luce della libertà. Un momento cruciale, spesso poco raccontato, che prima o poi tutte le vittime di violenza vivono tra disperata euforia e paura del futuro.Spallino ci racconta il primo passo verso la libertà, quello più difficile, quello che richiede più coraggio perché rappresenta la speranza per una nuova vita con la consapevolezza degli ostacoli da affrontare giorno dopo giorno.Così, mentre la giovane protagonista di questo cortometraggio assapora i primi attimi di libertà riuscendo perfino ad abbozzare un sorriso, un uomo, oppresso da una vita sbagliata, trova il suo riscatto in pochi semplici gesti di grande umanità. In una gelida notte che avvolge le strade di periferia, tre giorni prima del lockdown. Un uomo compie un crimine e fugge lungo le strade della città. Contemporaneamente una giovane donna fugge dal suo incubo. La notte è lunga e il loro incontro casuale segnerà per sempre le loro vite.Un viaggio verso la libertà e nell’universo femminile. È questo “Yellow Scarf”. E la casa di produzione Eurybia Films, da sempre molto attenta al tema delle donne, ha accolto con grande entusiasmo la collaborazione con il giovane regista. La rappresentazione femminile, parte agente del film, è un aspetto centrale sviluppato e realizzato in modo profondo ed elegante. Mai didascalico, è un viaggio nel profondo dell’animo umano. Un viaggio nell’interiorità dei due protagonisti: due esistenze lontane che si incontrano in un’atmosfera opprimente e desolante. È nel silenzio assordante del lockdown che le due anime si mettono a nudo, l’uno di fronte all’altra come in un gioco di specchi. Come due corpi. I due protagonisti è nel confronto che cercano di trovare una personale via di fuga: chi da una violenza appena commessa, chi dalla violenza vuole salvarsi.

Emanuela Carucci

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